Lettera aperta al prefetto di Siracusa 

Il sasso è stato lanciato nello stagno, e le onde si sono fatte sentire. A Siracusa una manifestazione senza etichette, nata dall’impegno di organizzatori volenterosi, ha dato voce a una provincia tutt’altro che “babba”, capace di scendere in piazza e farsi comunità. Dal valore simbolico di piazza Euripide, già prima “tenda della Madonna delle Lacrime” come ricordato per l’occasione dall’arcivescovo Lomanto, fino a piazza Archimede, sede della Prefettura, il corteo ha voluto esprimere solidarietà alle vittime dei recenti attentati intimidatori e ribadire, senza ambiguità, un netto “no al racket”.
Al termine della manifestazione, una lettera è stata consegnata al rappresentante del Governo nel territorio.

Eccellenza dott.ssa Chiara Armenia,

“Siracusa non si piega”,  la nostra comunità cittadina e provinciale si è voluta riconoscere in questa definizione.

Noi cittadini di questa provincia, rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose, delle associazioni imprenditoriali e della società civile, semplici cittadini, da questa piazza confidiamo – in tutta onestà – che in questi giorni ci siamo percepiti, e adesso ci sentiamo consapevolmente, strumenti di una città, che ha voglia di mobilitarsi, di manifestare e mostrare a tutti il proprio disappunto di fronte ai recenti atti intimidatori, che hanno non solo colpito chi lavora e fa impresa, ma ferito anche l’intero territorio.

Per questo la risposta non poteva che essere pubblica e condivisa.

Abbiamo sentito la responsabilità di organizzare un momento catartico per la città e di sostegno per gli imprenditori e per i privati cittadini che, in queste settimane, si sono sentiti soli, in pericolo ed esposti. L’intimidazione si nutre di silenzio e di isolamento: noi vogliamo dimostrare che esiste una città e una provincia che non si fanno piegare e che intendono trasmettere coraggio, energia e forza a chi resiste.

Concludiamo questo corteo sotto la Prefettura, perché riconosciamo in Sua Eccellenza la più alta rappresentazione del Governo sul territorio, ragion per cui Le chiediamo il massimo impegno in questa battaglia per la legalità, affidandoLe le speranze di una comunità, che non si rassegna e non vuole lasciare la città in balia della paura.

Allo stesso tempo desideriamo esprimere fiducia e sostegno alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, perché siamo consapevoli del lavoro complesso e delicato che quotidianamente viene da Loro svolto per garantire sicurezza e legalità sul territorio. Questa comunità sa che solo un’alleanza solida tra istituzioni e società civile può arginare ogni tentativo di sopraffazione criminale. Siamo però consapevoli, che il lavoro da fare è ancora molto. Il nostro territorio ha numerose esigenze e l’appuntamento di oggi non può essere un momento isolato.

La vera sfida dei prossimi mesi sarà costruire una comunità, che ha piena fiducia nelle istituzioni, garantendo un contesto sociale in cui gli imprenditori possano denunciare, sapendo che la cittadinanza, le autorità e le istituzioni tutte saranno al loro fianco, con la certezza di avviare un percorso reale di tutela e accompagnamento, capace di salvaguardare le loro attività e le loro famiglie. La denuncia resta, infatti, un atto profondamente coraggioso, ma comunque difficile, che non può e non deve essere vissuto in solitudine. Chi colpisce e minaccia deve avere la consapevolezza, che non colpisce e minaccia solo un imprenditore, ma un’intera comunità, che è quella che deve reagire insieme. In questo percorso è centrale il ruolo delle associazioni, chiamate a sostenere e accompagnare le imprese, camminando a fianco e offrendo supporto concreto, protezione e una presenza costante accanto a chi sceglie di non piegarsi.

Negli anni questa città ha conosciuto momenti difficili e ciclicamente ha dovuto riaffermare la forza della legalità e dell’unitarietà del territorio. Oggi vogliamo dimostrare, camminando insieme a testa alta, che Siracusa sa fare squadra per difendere il proprio tessuto sociale, che intende rinnovare e dare maggior forza al patto che negli anni è stato fondamentale: un impegno condiviso tra le parti sociali, le istituzioni, le forze dell’ordine, la politica, la cittadinanza. Un patto che proponiamo di sugellare e rafforzare a Sua Eccellenza Prefetto di Siracusa, a cui chiediamo di dare continuità e di concretizzare con iniziative e proposte su cui confrontarci ed operare in sinergia nei prossimi mesi. Le relazioni della DIA, le analisi della Commissione regionale Antimafia e gli avvenimenti delle ultime settimane restituiscono, infatti, un quadro allarmante.

Un quadro, che si riflette nello stato d’animo delle attività commerciali e nella fragilità del contesto economico e sociale della provincia. Questa rete ha assunto la responsabilità di rappresentare a Sua Eccellenza le esigenze di chi si espone in prima linea e non vuole essere abbandonato, di una società civile, che si aspetta dalla politica e dalle istituzioni presenza e iniziative incisive. Le consegniamo questa lettera come testimonianza concreta di una comunità, che sceglie di stare dalla parte dello Stato e della legalità. Oggi vogliamo che sia chiaro per tutti, che questa intera provincia è un presidio di memoria, di impegno e di responsabilità: nessuno viene e deve essere lasciato solo.

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