“…ai leader del mondo dico: basta guerre”
“Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui”. Così il Papa ha risposto alle domande dei circa 70 giornalisti che lo accompagnano nel suo terzo viaggio apostolico internazionale, destinazione Africa. Interpellato in merito al duro attacco del presidente Trump sul suo social Truth, il Pontefice – secondo quanto riferisce Vatican News – sul volo da Roma ad Algeri ha osservato: “Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”. Il messaggio del Papa, ha osservato ancora Leone, è “sempre lo stesso: la pace. Lo dico per tutti i leader del mondo, non solo lui: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione”. “Io non ho paura dell’amministrazione di Trump”, ha detto inoltre il Papa: “Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora”. “Noi non siamo politici – ripete Leone – non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva. Ma crediamo nel messaggio del Vangelo come costruttori di pace”.
Trump attacca Leone XIV: Cei, “il Papa non è una controparte politica, è il Successore di Pietro chiamato a servire il Vangelo”
“Il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace”. È quanto afferma la Presidenza della Conferenza episcopale italiana, che in una nota esprime “rammarico per le parole rivolte nelle scorse ore al Santo Padre Leone XIV dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump”. La nota, che rinnova “la piena comunione con il Santo Padre”, si unisce a quanto affermato dal presidente della Conferenza episcopale statunitense, mons. Paul S. Coakley. “In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali”, si legge nel testo, “la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità”. Le Chiese in Italia rinnovano al Papa “vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.
