Dopo più di vent’anni, The Passion of the Christ continua a far discutere e a dividere media e comunità religiose. Due ore per raccontare, in maniera forte e spietata come nessuno aveva mai fatto, una vicenda che non risparmia allo spettatore scene cruente, torture e sofferenze al limite della sopportazione.

Un Gibson coraggioso, al punto da far recitare il cast in ebraico, latino e aramaico. Il regista non fa altro che attenersi alle fonti dei quattro Vangeli e ai diari di Anna Katharina Emmerick; la comunità ebraica lo tacciò di antisemitismo, mentre Giovanni Paolo II affermò che il regista raccontava “quel che è stato”.

Il ruolo di Cristo fu affidato a Jim Caviezel, attore cattolico che, sul set, visse un “vero calvario”: dalla slogatura della spalla nella scena della crocifissione, che ne richiese la sostituzione, a una grave polmonite causata dal rigido inverno lucano. E, per sua stessa ammissione, dopo questo lavoro gran parte di Hollywood gli chiuse le porte.

Matera e i suoi Sassi, insieme alla fotografia oscura e metallica di Caleb Deschanel, restituiscono una Palestina quasi espressionista e, se si vuole, anche pasoliniana, a quarant’anni da Il Vangelo secondo Matteo.

In questa storia, a differenza di altre, il male è ovunque: rappresentato da un’inquietante Rosalinda Celentano, molto criticata e, talvolta, poco elegantemente insultata. La scelta di tanta intensità, come detto, può essere discutibile — e lo è — ma resta indubbia la coerenza e l’impronta di Gibson, anch’egli da quel momento osteggiato.

Nel nutrito cast, una significativa presenza italiana: Claudia Gerini, Sergio Rubini, Davide Marotta, Mattia Sbragia. Unica nota stonata Monica Bellucci, una Maria Maddalena davvero fuori parte.

Un film che ha diviso, divide e dividerà. Anche per questo — e per altri motivi che vale la pena scoprire — merita una visione. E alla fine sorge una domanda: la figura di Gesù Cristo, nella nostra epoca, è diventata scomoda?

Buone feste.

  • Immagine in evidenza dalla Vai Crucis 2025 al Teatro Greco di Siracusa
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