Nel silenzio raccolto di Sortino, piccolo centro dell’entroterra siracusano, prende forma una scelta che appare controcorrente rispetto ai modelli dominanti del nostro tempo. Il manifesto annuncia per oggi alle ore 18,00 la solenne professione perpetua di Suor Maria Lucia del Buon Pastore, un evento che segna l’ingresso definitivo nella vita contemplativa all’interno del monastero delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento.
Si tratta di una decisione radicale: clausura, preghiera, distacco dal mondo. Una vita nascosta, lontana dai riflettori, che affonda le radici nella tradizione più antica della Chiesa. E proprio per questo, oggi, ancora più significativa. In un’epoca dominata dalla visibilità, dall’esposizione continua e dal culto dell’immagine, c’è chi sceglie liberamente il silenzio e la sottrazione.
La celebrazione, prevista nella chiesa della Natività, alla presenza dell’arcivescovo Francesco Lomanto, non è solo un momento liturgico, ma anche un segno per la comunità locale: nel “piccolo” di Sortino si compie una scelta grande, definitiva, che interpella credenti e non credenti sul senso della libertà e della felicità.

Il contrasto con ciò che accade altrove è evidente. Mentre negli Stati Uniti, il presidente emblema della vita mondana si scaglia contro l’annuncio del Vangelo e critica apertamente i richiami spirituali del Papa, qui si consuma una testimonianza silenziosa ma potente. Da una parte, il rumore del dibattito pubblico, spesso segnato da provocazioni e attacchi; dall’altra, il raccoglimento di una scelta personale che non cerca consenso, ma verità.
È uno scontro che non passa solo attraverso le parole, ma attraverso gli stili di vita. Da un lato, l’affermazione individuale e la ricerca del successo; dall’altro, l’abbandono fiducioso e la dedizione totale. In mezzo, una società che osserva, talvolta distratta, talvolta incuriosita.
La professione perpetua di Suor Maria Lucia diventa così una notizia che va oltre i confini locali. È il segno che, anche oggi, nel cuore della contemporaneità, esiste chi continua a scegliere una strada radicale, controcorrente, capace di interrogare profondamente il nostro tempo.
