E’ la storia di Tommaso e Lorenzo, due bambini autistici che dall’otto marzo sono rimasti a casa bloccati dalla pandemia del Covid 19. I genitori, sempre attenti alle esigenze dei propri figli li hanno impegnati in ogni attività possibile per far trascorre loro il tempo. Non è facile accettare che la loro routine di punto in bianco sia stata distrutta, siano state portate via le loro figure di riferimento, i loro tempi precisi e scanditi, gli ambienti in cui magari hanno impiegato mesi di sforzi per riuscire ad adattarsi, a stare bene e ad essere sereni. Tutto questo dall’8 marzo è accaduto a causa del virus, fino a quando non si è mosso il “palazzo”. L’Amministrazione comunale di Carlentini, come già anticipato sempre da questo giornale, si è dimostrata sentibile alla delicata  problematica, comune alle famiglie dei bambini autistici, che – dopo aver chiesto l’autorizzazione all’autorità prefettizia, dell’Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile, dell’Asp di Siracusa, distretto di Lentini –  ha aperto il parco comunale con un iniziativa denominata “a passeggio”, che consente ai ragazzi ed ai bambini con disturbi autistici di poter trascorrere qualche ora nella bella villa Belvedere.

Il servizio è riservato “ai soggetti con disturbo dello spettro autistico o disagi psichici accompagnati dal genitore o dal personale sanitario assistenziale”, che sono particolarmente colpiti perché li sono state spezzate le loro rigide abitudini. Genitori e figli, secondo le indicazioni del Municipio, potranno accedere alla villa dal lunedì al sabato, mattino e pomeriggio, per tutto il periodo della durata dell’emergenza. Tommaso e Lorenzo sono felici nel poter passeggiare per qualche ora all’interno del parco con di fronte il Lago di Lentini, uno dei Laghi artificiali più grandi d’Europa. All’orizzonte vedono l’Etna e a sud est il mare Ionio. Il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio  ha dichiarato che ha ritenuto opportuno aprire il parco ai bambini autistici e ai loro familiari “per dare la possibilità di un momento di svago in questo momento così difficile”. E’ un’iniziativa che si sposa con l’esigenza di non far perdere ai ragazzi la socializzazione, messa a dura prova da questa emergenza sanitaria. Il padre di Lorenzo, Giuseppe Ettore Gula ha tenuto a sottolienearci che i ragazzi autistici “hanno bisogno di seguire abitudini quotidiane piuttosto rigide per cui pesa parecchio la sospensione delle attività quotidiane come la scuola o il lavoro”. Devono “potersi relazionare con le persone che fanno parte della propria quotidianità. Queste passeggiate distensive faranno sicuramente bene ai nostri figli”.

Ecco noi giornalisti abbiamo il dovere di raccontare le storie di uomini e donne che non hanno voce e che in questo momento vivono, con tutti i loro problemi di fragilità umana, questo periodo “sospeso”, come ci ha raccomandato Papa Francesco: Perché la gente non sia isolata, per l’educazione dei bambini, per l’informazione, per aiutare a superare questo tempo di chiusura”. E’ allora la Pasqua di Resurrezione che abbiamo celebrato per le famiglie di Tommaso e Lorenzo è stata una Pasqua diversa di respiro e a contatto con la natura, con cui loro si sono misurati con rispetto e amore, cosi come indicato dall’enciclica Laudato Si: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato”.

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