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Frate dal ’52 e sacerdote dal ’57: Fra’ Fiorenzo è ritornato alla casa del Padre

Frate dal ’52 e sacerdote dal ’57: Fra’ Fiorenzo  è ritornato alla casa del Padre

Il 24 luglio è tornato alla Casa del Padre fra’ Fiorenzo Muzzicato, dell’ordine dei frati minori cappuccini, dopo esser stato colpito da un problema cardiaco che lo ha portato prima al ricovero all’ospedale Umberto I di Siracusa e poi alla casa di riposo “Monsignor Gozzo”- Sant’Angela Merici.

Con padre Fiorenzo se ne va un pezzo della chiesa sortinese e della provincia cappuccina siracusana: frate dal ’52 e sacerdote dal ’57, aveva attraversato tempi di profondi cambiamenti sempre con il suo sorriso sornione e un’intelligenza affilata e brillante.

Cultore di quelle che Erasmo da Rotterdam definiva “Bonae litterae”, ossia tutta la cultura classica, profondo conoscitore di latino e greco; era appassionato di musica tanto da portare avanti con la scuola cantorum, l’insegnamento di padre Gaudenzio Cianci, illustre frate sortinese compositore di musiche gregoriane e non. Rimane sicuramente tra i ricordi di generazioni di sortinesi la sua voce profonda che canta il “Voce mea” durante il beato Transito di san Francesco ma anche il canto “Maddalena”, composizione allegra del confratello Cianci.

Fine intellettuale e pensatore ma anche appassionato della vita. Grazie a lui e a un gruppo di giovani di cui facevo parte anch’io , nacque la Gioventù Francescana, Gi.Fra. agli inizi degli anni ’90. Ci sostenne in tutti i modi possibili, facendo anche l’assistente spirituale provinciale. Stava con noi giovani dandoci spazio ma stimolando, al contempo, il nostro spirito critico per farci crescere come uomini e donne pensanti prima di tutto. Un ricordo personale riguarda una discussione in cui mi invitava a guardare alla Carità come valore onnicomprensivo e immersivo e non come qualcosa da fare per dovere o per esserne lodati: mi insegnò in quel frangente la differenza sostanziale tra Carità Cristiana e filantropia e lo fece con uno dei suoi ragionamenti lucidi e senza sconti.

Immagino che chiunque abbia frequentato il Convento dei cappuccini di Sortino abbia un suo ricordo perché lui “era” un po’ il Convento e, come quel luogo, aveva luci, ombre e quel senso di continuità che mi porta a pensare che lo ritroveremo lì ogni volta che ci siederemo nel chiostro a contemplare il cielo azzurro racchiuso in quel quadrato.

La Direzione e la redazione di Cammino esprimono sentite condoglianze alla comunità cappuccina e ai familiari.

  • Nella foto in evidenza p. Fiorenzo benedice l’11 gennaio 2007, con le scolaresche, i sentieri della Sortino distrutta dal terremoto del 1693.
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