Titolo della settimana: Brividi d’estate, Fog 1980, di John Carpenter.
Le 11.55… tra poco sarà mezzanotte… c’è ancora tempo per un’altra storia” racconta il marinaio Merchen – interpretato dal premio oscar John Houseman – a dei bambini radunati attorno a un falò in spiaggia. La storia narrata in questo meraviglioso prologo, è accaduta il 21 di aprile del 1880. La piccola località costiera californiana di San Antonio bay è in fermento per i festeggiamenti dei 100 anni dalla fondazione, tutto sembra normale, ma strani eventi iniziano a verificarsi, riportando a galla, in modo letterale, un’antica leggenda tramandata dagli stessi abitanti del luogo. Sulla spiaggia il piccolo Andy avvista una luccicante moneta d’oro, quando vi si avvicina si ritrova un pezzo di legno, appartenente ad un antico vascello, l’Elizabeth Dane del Capitano Blake e la sua ciurma, tornati per vendicarsi dei fondatori. In cerca di aiuto furono raggirati per depredarli dell’oro.
Fog a 45 anni dalla sua uscita è un esempio ineguagliato su come si possa raccontare una fiaba per adulti, o se preferite una ghost story  di vari strati di lettura e significati; come il passato che torna a chiedere il conto, o anche un’ampia disamina sociale sull’America costruita a discapito dei nativi e la sopraffazione dei più deboli; la stessa croce d’oro conservata nella chiesa e fusa con l’oro di Blake, ancora una volta Carpenter, con il suo cinema politico attacca le istituzioni, tutte, e non fa prigionieri. Il maestro, anche autore delle musiche e della sceneggiatura, insieme a Debra Hill, crea un’atmosfera sospesa, sfruttando al massimo l’elegante fotografia dai colori accesi e improvvisi cambi di luce di Dean Lunday.
Fog ha una struttura particolare composta da tre voci narranti: il marinaio Machen che idealmente accoglie gli spettatori; Padre Malone che, trovando il diario del nonno, svela al sindaco e sempre a noi quel che avvenne un secolo prima,  e con parole di Malone “Stiamo festeggiando degli assassini”; infine la Dj della radio locale Stevie Wayne, che dalla radio in cima al faro, con vista mare, segnala in diretta gli spostamenti della nebbia, cercando di avvisare i cittadini sul pericolo incombente.
Nel cast, tutto di fedelissimi del regista, da lì a poco si aggregherà Kurt Russell, ancora Jamie Lee Curtis, la madre Janet Leigh, indimenticabile in Psycho, Ron Atkins e Al Holbrook nella parte di Padre Malone, piccolo cameo per Carpenter nella parte del sagrestano Bennett. Fog è una ghost story con lo spessore dei capolavori e noto, leggendo in giro, con immenso piacere, come finalmente,dopo 45anni, era ora! la sua meritata rivalutazione.
Padre tempo, come sempre, ha fatto giustizia, come i pirati di Blake. Film altamente consigliato per le serate estive, state invece alla larga dal remake del 2005, Fog-Nebbia assassina, quello sì un vero orrore. Buona visione
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