LENTINI – Sarà -finalmente- intitolato al compianto filosofo Manlio Sgalambro il centro polifunzionale di via Aspromonte annesso alla biblioteca civica. L’amministrazione comunale, con la delibera cinquantotto adottata lo scorso 29, ha deciso in tal senso, ponendo fine ad un’omissione durata “appena” undici anni. Risale a tale periodo, sindaco Alfio Mangiameli ed assessore alla cultura Nuccia Tronco, l’idea di intitolare all’insigne intellettuale la struttura ma la volontà politica non è poi stata tradotta in fatti concreti. “Nato a Lentini, Manlio Sgalambro rappresenta -scrive in una nota l’amministrazione comunale- una delle figure più autorevoli del panorama filosofico e culturale italiano ed europeo. Intitolargli uno dei principali luoghi della cultura cittadina significa rendere omaggio al valore della sua opera e rafforzare il legame tra la comunità e una delle sue personalità più illustri. Il Centro Polifunzionale, sede di incontri, conferenze, mostre e iniziative culturali, porterà il nome di un intellettuale che ha lasciato un segno profondo nel pensiero contemporaneo, diventando ancora di più uno spazio dedicato alla crescita culturale e alla partecipazione della comunità.
L’amministrazione comunale accompagnerà l’intitolazione con iniziative culturali dedicate alla figura e all’eredità di Manlio Sgalambro, affinché questo riconoscimento rappresenti anche un’occasione di approfondimento e valorizzazione del suo pensiero”. Una targa sarà apposta all’ingresso della sala che, quindi, assumerà la nuova intitolazione. Nato nel 1924 e morto a Catania nel 2014, Sgalambro acquisì notorietà con la pubblicazione de “La morte del sole” ed ancor di più, specie tra il grande pubblico, con la collaborazione artistica con il cantante Franco Battiato; con la natia Lentini, ha avuto un rapporto forse non proprio idilliaco ma questo non intacca -anzi- la sua leontinità doc. Certo, se fosse ancora vivo, chissà come avrebbe commentato il passare di due lustri abbondanti per ricordarsi di dare adempimento ad una decisione politica! Ma nella patria di Gorgia -e di Sgalambro!- non può certo meravigliare.
