Un solo Pianeta, una sola Umanità, una sola Casa, una sola Famiglia

ogni singolo gesto quotidiano può condannare o salvare

 

E’ iniziata il 31 Ottobre e proseguirà sino al 12 Novembre la ventiseiesima sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, meglio nota come COP26. Malgrado le dichiarazioni forti di molti leaders politici, sinora, non sembrano essere state assunte quelle decisioni forti e risolutive che il mondo attende e necessita  e che anche Papa Francesco ha sollecitato nella lettera* inviata a Alok Sharma, Presidente della COP26 Scrive, tra l’altro, Papa Francesco: “Abbiamo bisogno di speranza e di coraggio. L’umanità ha i mezzi per affrontare questa trasformazione che richiede una vera e propria conversione, individuale ma anche comunitaria, e la decisa volontà di intraprendere questo cammino. Si tratta della transizione verso un modello di sviluppo più integrale e integrante, fondato sulla solidarietà e sulla responsabilità; una transizione durante la quale andranno considerati attentamente anche gli effetti che essa avrà sul mondo del lavoro.”

Sulle scelte dei potenti possiamo incidere ben poco a meno di farci ciascuno artefice di quella “conversione individuale” che, messa in atto da tanti, diventa “comunitaria”. Una conversione che significa modificare lo stile di vita quotidiano. Anche a tavola. Soprattutto a tavola, perché noi che, non per nostro merito ma per puro caso, siamo nati nella parte fortunata del mondo, noi mangiamo tre volte al giorno, il che significa che tre volte al giorno, ossia più di mille volte in un anno, possiamo scegliere di alimentare le emissioni inquinanti o ridurle. Non è cosa da poco!

Una della principali cause del riscaldamento globale sono gli allevamenti intensivi di bovini che procurano carne a basso prezzo in termini meramente monetari ma ad altissimo costo in termini ecologici. Per produrre 100 grammi di proteine di carne di manzo comportano emissioni per circa 50 kg di CO2 contro quasi 20 kg delle carni ovine, 10 kg del formaggio, 7 kg della carne suina, 6 kg del pollame e 4,2 kg  delle uova (fonte labscienze.org). Non si tratta di bandire per sempre la carne bovina dalla nostra tavola, basta che ciascuno la limiti a una sola volta a settimana, scegliendo, gli altri giorni, altre carni, formaggio e uova. E riportando, almeno un paio di volte a settimana, i legumi sulla nostra tavola.

Un’altra scelta fondamentale è quella di consumare frutta e verdura solo secondo stagionalità e territorialità; in questo modo ciascuno può contribuire alla riduzione delle emissioni legate al trasporto delle merci: aspettare che sia luglio per mangiare l’anguria, invece di acquistare quella di provenienza sudamericana che troviamo anche a gennaio, non è poi un gran sacrificio pur di lasciare a figli e nipoti un pianeta più pulito.

I ritmi troppo intensi della vita contemporanea, le difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con i tempi della famiglia e della sua cura, spesso costringono a far la spesa in modo frettoloso e poco accorto; altresì, nonostante la sovrabbondante offerta di video ricette, spesso si teme di non riuscire a cucinare bene e in modo sano per noi e per il pianeta o si pensa di non aver abbastanza tempo per farlo. In realtà non è così, è assai più semplice di quanto si creda; solo, magari, abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni quei piccoli trucchi che semplificano la gestione quotidiana del desco familiare. A tale scopo, scuole e parrocchie potrebbero diventare straordinari laboratori di educazione alimentare e di gestione del tempo in cucina. Pochi, semplici, accorgimenti per imparare a conciliare bilancio familiare, gusto e salvaguardia del pianeta. Per praticare quella conversione che, dal basso, potrà indicare ai potenti la giusta direzione.

* il testo integrale è disponibile al link:

https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2021/documents/20211029-messaggio-cop26-glasgow.html

  • Articolo pubblicato sulle edizioni tipografiche 2021
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