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Nightmare Alley – La fiera delle Illusioni, tra realtà e fantasia

Nightmare Alley – La fiera delle Illusioni, tra realtà e fantasia

Titolo della settimana: La Fiera delle Illusioni di Guillermo Del Toro, 2021.

Stanton Carlisle, uomo dal passato misterioso vaga per l’America della grande depressione, trovando lavoro in un luna park itinerante, dove ben presto scala le gerarchie grazie all’aiuto della fattucchiera Zeena e del marito mentalista e alcolizzato Pete, conquistando il Cuore di Molly, che lo seguirà a Buffalo,dove Stanton cercherà fortuna come “lettore della mente” nell’alta società, qui incrocia sulla sua strada Lilith Ritter, rinomata psichiatra iniziando un percorso dal quale è impossibile tornare indietro, nonostante l’essere stato messo in guardia da Zeena, Stanton si spinge sempre più verso territori sconosciuti iniziando un percorso dal quale è impossibile tornare indietro, e neanche Molly con tutto il suo amore riuscirà a mettere freno alla sua sete di denaro e potere. Dal romanzo di Lindsay Gresham, già trasposto su grande schermo nel 1947 con Tyron Power, Del Toro ci immerge in un periodo buio dell’America tra grande depressione e il conflitto mondiale alle porte, dimostrando che ha studiato bene il cinema classico e il noir, e prima di essere un regista, già Oscar, è un cinefilo, riscrivendo la sceneggiatura aiutato dalla moglie Kim Morgan. Ad attirare il regista la trasformazione dei personaggi e, aggiungo, anche il contesto storico, anche se come nel precedente La forma dell’acqua rimane sullo sfondo.

Per la prima volta in Del Toro è assente la componente Fantasy, anche se qua e là qualche piccolo tocco è presente Nightmare Alley ha come riferimento i classici del noir, ma non manca anche di omaggiare La strada di Fellini che Del Toro cita apertamente, come aperta è là Critica al capitalismo, un mondo corrotto e marcio a cui contrappone l’altro mondo, quello genuino e semplice del circo, in entrambi il regista da vita a immagini e scene di rara bellezza.

Unico neo, se vogliamo essere pignoli, l’eccessiva durata, che in certi passaggi appesantisce il racconto, ma che non sposta il giudizio finale, positivo, della pellicola, perché ci troviamo di fronte a un cineasta che non sbaglia un colpo e sono sicuro anche in futuro saprà raccontare storie intriganti. Cast stellare con Bradley Cooper, sempre a caccia della prima statuetta, anima oscura del film, Cathe Blanchette ,splendida e glaciale dark lady ché sembra uscita direttamente dai classici degli anni d’oro, ottima anche Rooney Mara e poi una schiera di grandi, Willem Dafoe, Richard Jenkins, Tony Colette, David Stratharn e Ron Pearlman. Cameo di Romina Power in onore alla grande stella hollywoodiana, il padre Tyron. La fiera delle illusioni, riflessione sulla natura umana e sul destino, sono certo che, come altri film di Guglielmone, che vi consiglio di recuperare, diventerà un piccolo classico. Buona visione

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